Mogherini… chi?

Mogherini… chi?

Se avessimo potuto avere ancora qualche dubbio residuale, con la nomina del Ministro Mogherini ad Alto Commissario Europeo per la politica estera di ieri, ormai una duplice certezza prevale: non esiste una diplomazia UE, e l’Italia si sfama con le briciole degli altri.

A quanto pare, nessuno dei principali protagonisti nazionali all’interno dell’Unione, Germania e Francia in primis, intende sviluppare una diplomazia congiunta, che dia forma ad un carattere univoco ed identitario ben definito del ruolo europeo nel quadro internazionale.

L’Unione Europea resta un ectoplasma politico nelle varie aree del pianeta, in cui si fronteggiano le differenti sfere d’influenza strategiche.

Non si parla nemmeno più da gran tempo di un seggio riservato all’UE nell’ambito delle Nazioni Unite. Mentre sui “fronti caldi” ai confini dell’Unione; Ucraina, Medio Oriente e Nord Africa, le decisioni d’intervento e le mediazioni diplomatiche sono appannaggio dei singoli Stati del Vecchio Continente.

Se Putin vuol parlare con l’Europa incontra il Cancelliere tedesco Merkel, in ragione del ruolo di primissimo piano della Germania. Se Obama cerca alleati in Europa pensa subito al Premier inglese Cameron o al Presidente francese Hollande.

E l’Italia?

In questo caso, se ci sarà da fare un bel summit inconcludente a Ginevra o in qualche altra località blasonata, il nostro pinocchietto governativo spedirà l’ectoplasma Mogherini che, con la sua aria da Madonna pentita, sarà bravissima a fare qualche discorsetto di principio, ipotizzare interventi umanitari, o minacciare il cattivone di turno con le sue piume d’oca giuliva.

Matteo Renzi pensa di aver centrato un obiettivo di grosso pregio, e i media nostrani si son subito affrettati a cantare le laudi di questo riconoscimento europeo, tuttavia, dopo mesi di umilianti trattative, l’ascesa del Ministro Mogherini sembra solamente il risultato del rientro dalle ferie estive del Cancelliere Merkel che, come si sapeva già da qualche tempo, voleva che le nomine UE arrivassero a ridosso di Settembre in un colpo solo, e senza badare troppo alla caratura politica dei neo commissari.

Infondo, proprio in questi mesi, tra la guerra civile in Ucraina, ed i relativi difficili rapporti tra Ue e Russia, e le due gravi recrudescenze belliche in Palestina ed Iraq, s’è visto chiaramente chi guida la diplomazia europea pro bono sua, e quali sono le nazioni che realmente hanno delle ambizioni geopolitiche solide come il marmo.

L’Italia invece, che è per giunta investita della presidenza semestrale dell’Unione, non è mai stata interpellata quando le decisioni da prendere erano serie, o invitata a mettere sul tappeto proposte da concertare. L’attivismo di Renzi e della Mogherini è passato inosservato, ed è stato a dir poco ininfluente, questo è un fatto più che certo, le cui prove sono facilmente riscontrabili presso i media fuori dai nostri confini.

Accontentiamoci quindi delle targhette europee e dei diplomini internazionali, che suonano veramente come delle beffe, se pensiamo a quello che potremmo fare se veramente avessimo il ruolo che pensiamo di avere in Europa.

Gabriele Gruppo

 

 

Share

Lascia un Commento