Idee in movimento

Idee in movimento

 

Oggi daremo spazio ad un nostro collaboratore, che con il seguente scritto ha voluto manifestare alcune idee e proposte, utilizzando il linguaggio diretto e chiaro di chi ambisce a “risvegliare” lo spirito dei propri compatrioti.

Non pretendiamo esaustività, quanto speriamo che tali iniziative possano fungere da catalizzatore per coloro che ancora hanno qualche cosa da dire, o che vorrebbero cominciare ad operare nello spazio storico e politico in cui ci troviamo.

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Gabriele Gruppo

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La comunità nazionale contro il Capitalismo

Capitalismo è un termine complesso che certamente ha notevoli sfaccettature a seconda da che prospetto si guardi: storico, economico o sociologico.

Secondo il mio personale cammino, aperto alle vostre critiche, tendo a classificarlo come un sistema fondato unicamente su un principio/tendenza:

- l’abbattimento di ogni barriera/ostacolo che ostruisce il trasferimento di capitali umani o fisici da un punto geografico-sociale ad un altro al fine di abbattere il prezzo della merce o del lavoro.

Tendo a chiarire che c’è una nota iniziale, se si realizza quotidianamente questo principio economico è perché precedentemente degli individui hanno accumulato capitale, capitale che potranno spendere nel mercato perseguendo una certa razionalità.

Detto questo ogni governo democratico, che sia di destra o di sinistra poco importa, si adatta a questa deriva materialista delle cose, a questa legge primordiale che regolamenta ogni avvenimento sociale.

Lo stato borghese è sempre in lotta per abbattere queste barriere culturali/etniche che ostruiscono il passaggio di capitale umano al fine di abbattere i prezzi sul mercato del lavoro.

Per questo è doveroso per una società borghese abbattere il cosidetto “razzismo”, il razzismo o di livello intellettuale o popolare è comunque una barriera che cerca in ogni modo di ostruire questo modello di società fondata sulla disgregazione di ogni principio di comunità, che sia culturale o etnica, unicamente a vantaggio di chi ha accumulato capitali materiali da spendere.

Certo non dico nulla di nuovo per molti, ma cerco di far capire che solo agli schiavisti è utile la legalizzazione della tratta di nuovi schiavi del lavoro.

Ma chi ha i capitali vince perché compra quindi finanzia.

Il fallimento della società capitalista è dato proprio da questo, la società è come una miniera per questi ricchi detentori di capitale, la sfruttano fino a che diventa improduttiva e poi cambiano miniera scaricando tutti i danni creati a chi è stato già sfruttato, da qui il via per ogni stato a cercar di essere più sfruttabile.

“Immigrati venite da noi avrete case e pensioni”

“Noi sì che possiamo vantare il valore dell’accoglienza ( si legge sfruttamento )!”

“Venite che starete come a casa una volta che aboliremo l’articolo 18!”

Possiamo noi tollerare che questa svendita di sovranità continui all’infinito?

Lo sopporteremo fino a che gli italiani saranno massa e non comunità fino ad allora non potremo che teorizzare la nostra controffensiva.

Noi dobbiamo punire chi sfrutta l’immigrazione, lo stato deve far sì che sia sconveniente assumere un immigrato al posto di un Italiano.

Per questo abbiamo bisogno di un periodo di Transizione che realizzi il cambio di rotta da “colonia multietnica con sfruttamento legalizzato” a Nazione Italia con principi etici incentrati nella lotta allo sfruttamento e nell’avanzamento di nuovi diritti sociali per i lavoratori autoctoni.

Necessitiamo di proclamare:

- La chiusura immediata delle aziende i cui dipendenti sono per oltre il 60% immigrati.

- Aggravio fiscale, a chi assume, per ogni lavoratore straniero assunto al posto di un italiano.

- Abolizione e chiusura di tutti gli enti che incentivano e supportano l’immigrazione, come la Caritas.

- L’impossibilità per ogni immigrato di partecipare a bandi per alloggi popolari o borse di studio.

- L’impossibilità per ogni immigrato di accedere a qualsiasi tipo di pensione italiana.

- Espulsione immediata per ogni immigrato ( anche se tuttora in carcere o con pene già consumate ) per reati commessi in Italia.

La direzione deve essere quella di creare una situazione sfavorevole per chi sfrutta l’immigrazione ed incoraggiare il graduale e naturale ritorno a casa dei vari allogeni che deve sospingersi fino al ritorno della condizione monoetnica italiana originaria.

Solo se la comunità nazionale reagirà contro gli approfittatori senza patria e contro questo stato complice la comunità nazionale potrà esistere e dettare il suo diritto ad una esistenza dignitosa.

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Alberto Catalano

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Comments on “Idee in movimento

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