Il tesoretto di AN e le “mani lunghe”

Il tesoretto di AN e le “mani lunghe”

 

An, gli ex alla guerra per l’eredità: il tesoretto del partito vale 400 milioni

Le rivendicazioni di Storace, la battaglia tra ex colonnelli e finiani. E poi i presunti “regali” al Pdl. Cause, perizie e accuse per mettere le mani sul patrimonio di un partito politicamente scomparso.

 

Manca un partito di riferimento. Manca un leader di riferimento. Pochi, pochissimi gli ex di Alleanza nazionale ancora in Parlamento, falcidiati da diaspore, scissioni, litigi, quorum ed epurazione berlusconiana. Ma un qualcosa di concreto, reale, esiste ancora. E lo chiamano “tesoretto”, un diminutivo che non rende onore alla cifra disponibile: oltre 400 milioni di euro tra immobili e contanti, confluiti in una Fondazione all’alba della fusione con Forza Italia nel ripudiato Popolo della libertà. Stanno lì.

(segue) 


Quanto schifo ci fa questa vicenda, sintomatica di un modo d’intendere la politica greve e grezzo, eticamente meschino, privo di qualsiasi giustificazione.

 

Nell’articolo si fa cenno almeno una volta alla parola “camerati”; riferendosi ai personaggi in ballo, presi tra liti faziose, e forchettate al patrimonio di quello che, comunque, è stato l’erede indegno di un partito in cui molti, tra i quali chi vi scrive, hanno avuto il proprio battesimo politico.

Che schifo!

Oggi, di quello che fu il MSI/AN, resta solamente un patrimonio economico divenuto “terra di conquista” di avidi papponi, colonnelli senza esercito, trombati più o meno illustri e “fratellini d’Italia” in lotta per la sopravvivenza politica.

 

Principi? Ideali?

Non scherziamo con le parole!

 

Il nulla che avanza, tra manine e manone che cercano di arraffare soldi, accaparrarsi immobili, fare incetta di tutto quello che può avere un valore. Con l’aggiunta di un bel corollario di avvocati e azzeccagarbugli pronti a far valere in ogni sede il (presunto) diritto di rapina di questo o quel soggetto.

Miserie umane, prima che politiche, giunte alla ribalta del potere per servire l’Italia (in teoria), ma divenute presto simulacro d’ipocrisia e di rampantismo sociale della peggior specie.

Ha ragione chi dice che quei soldi dovrebbero andare in beneficenza, invece che ingrassare il conto di qualcuno di questi voraci parassiti.

 

Almeno, questi milioni, potrebbero servire ad una buona causa.

 

Gabriele Gruppo

 

 

 

Share

Comments on “Il tesoretto di AN e le “mani lunghe”

  1. Pingback: Il tesoretto di AN e le “mani lunghe” (StampAlternativa) | La freccia di Fania

Lascia un Commento