Per il mercato la salute è per pochi (intimi)

Per il mercato la salute è per pochi (intimi)

 

Il farmaco salva-vita c’è ma soltanto per i ricchi

Riduce la dimensione del tumore mammario e prostatico. Abbatte la mortalità del 34 e costa 4 mila euro al mese

“Scusi, avete Omnitarg della Roche?”.  Il farmacista fissa un punto inesistente, intuisce, agita le mani, batte i polpastrelli, cerca, ricerca, non trova: “Non ancora, ma è perfetto, miracoloso, azzera gli effetti collaterali”. E quanto costa? “Tanto”. E poi un giorno un malato di cancro scopre che un genio, di cui non sapremo mai il nome, ha creato un anticorpo mono- clonale a base di pertuzumab, chiamato in codice 2C4. Al paziente quel codice non interessa e neppure il significato di “inibitore per la dimerizzazione”.E poi un giorno, sempre il malato di cancro, carcinoma mammelare o prostatico, viene a sapere che l’intruglio può abbattere la mortalità del 34 per cento. Che la speranza vale per uno su tre. Ma quel pertuzumab, appena immesso nel mercato italiano, ha un prezzo incurabile: 6 mila euro per la prima somministrazione e 3 mila ogni tre settima- ne. Il pertuzumab ha un gemello, meno potente, che può ridurre la dimensione del cancro al colon retto. Lo produce Sanofi-Aventis, ci vogliono 4 mila euro per cominciare, per allungare di un mese e forse di un me- se ancora l’esistenza e alleviare il dolore, il crollo. Non ci sono rimborsi. Non ci sono agevolazioni. Non ci sono sconti. I ricchi possono comprare la spe- ranza, i poveri no. La burocrazia non s’è fermata nei passaggi fra Bruxelles e Roma. L’agenzia europea per i medicinali ha approvato il pertuzumab e quella italiana ha autorizzato la vendita. Di corsa, presto può essere tar- di. E però, stavolta la fretta non c’entra, si sono dimenticati di “negoziare”, non la speranza, ma il prezzo sul marcato con Roche e Sanofi-Aventis. Nulla di irregolare. Un cavillo, proprio un cavillo, anzi un decreto di Renato Balduzzi, il mi- nistro della Salute di Mario Monti. La legge Balduzzi garantisce le case farmaceutiche, che possono spedire pacchi di flaconi senza trattare col nostro sistema sanitario nazionale: possono scavalcare l’assistenza pubblica e proporre i medicinali ai priva- ti. E poi un giorno un malato di cancro deve capire se appartiene ai ricchi o ai poveri, se può provare una volta, se può insistere due volte o se deve arrendersi: non al tumore, ma alla cura. La Roche ha provato a spiegare e rettificare, a limare il disguido: c’è il decreto Balduzzi, che possiamo fare? Gli svizzeri rassicurano e garantiscono che le “strutture sanitarie” potranno acquistare il pertuzumab a un prezzo europeo, che vogliono definire gli accordi con le regio- ni, anche quelle senza soldi. Non è colpa di Roche se la speranza, che per il decreto è “classe C non negoziata”, può mandare in delirio il sistema sanitario. Il ministro in carica, Beatrice Lorenzin, dice che ha ereditato “il tavolo”, che il tempo è stato poco e che il tempo non sarà sprecato: “Insieme all’Agenzia del farmaco cercherò nei prossimi giorni di comprendere come siano potute accadere queste cose e cercheremo una soluzione”. La soluzione, già. Non c’è bisogno di montare e smontare i tavoli. Senza nemmeno scomodare la Costituzione: “I farmaci oncologici devono essere gratuiti– ha detto Francesco Schitulli, presidente della Lilt (Lega italiana lotta ai tumori) – Nessuno si augura di sviluppare un cancro, una malattia destabilizzante per l’aspetto fisico e psicologico. Non dobbiamo aggiungere l’onere finanziario. Lo Stato deve aiutare i cittadini”. E far sapere che la cura non può essere incurabile.

Di Carlo Tecce

Fonte Fatto Quotidiano 4/07/2013

 

Noi non siamo per un’economia liberale, lo ammettiamo candidamente, senza alcun pudore o vergogna. Per noi la filantropia liberale, il verbo compassionevole dei “privilegiati” che si fanno portatori del più peloso umanesimo, o semplicemente tutti quei rifiuti parlanti per cui il mercato è diventato l’unico metro di misura della storia e del futuro dei popoli, sono come tante piaghe di questa civiltà in decomposizione etica. Per noi sono loro il cancro.

La salute è un mercato dove chi può, fa la parte del leone; case farmaceutiche in primis, e lobbismo della “libera” ricerca privata, legata a questi colossi della malattia.

Il malato è il campo di manovra, è l’indice umano che accompagna quello dei titoli in borsa delle tante Sanofi-Aventis.

 

E lo Stato?

E la sanità pubblica?

E la ricerca pubblica?

 

No, non scherziamo, in tempi di austerity lo Stato DEVE essere più leggero, privarsi di ogni positiva iniziativa che potrebbe avere sul popolo per il popolo.

No! Allo Stato va l’ingrato compito di rastrellare denaro, attraverso le tasse e le dismissioni di patrimonio nazionale, per soddisfare l’ingordigia del sistema bancario, che privatizza gli utili, com’è logico, ma fa ricadere le sue perdite sullo Stato, costretto sempre più spesso ad intervenire affinché qualche istituto di credito non collassi sotto il peso della sua avidità.

 

Cosa centra questo con la salute? Con la ricerca sulla cura del cancro?

Centra molto di più di quanto non crediate.

Un giorno, se non fermeremo in tempo questa discesa agli inferi del liberismo, ci ritroveremo a dover rimpiangere quando in Italia, e in Europa, si moriva a cinquanta o sessanta anni.

Perché la salute sarà sempre di più un affare per pochi intimi.

 

Gabriele Gruppo

 

 

 

Share

Comments on “Per il mercato la salute è per pochi (intimi)

  1. Pingback: Per il mercato la salute è per pochi (intimi) (StampAlternativa) | La freccia di Fania

Lascia un Commento