Segnali di “ripresa”: protesti in aumento

Segnali di “ripresa”: protesti in aumento

 

Record di protesti nel 1° trimestre (+12%): 23mila le aziende coinvolte

Il primo trimestre del 2013 è un periodo nero per le imprese italiane e i dati di Cerved group fotografano un sistema economico in crescente difficoltà.

Per quanto riguarda le società, i protesti sono saliti infatti del 12,6% al record storico di oltre 23mila aziende, per ciascuna delle quali è stato levato almeno un protesto.

A soffrire è in particolare l’edilizia, con oltre 5mila società protestate (+13,8%) mentre dal punto di vista geografico il fenomeno cresce soprattutto al Nord. Nelle aziende di costruzioni il problema è rilevante e riguarda quasi il 2% delle imprese operative, quasi il doppio rispetto all’industria.

(segue)

Fonte www.ilsole24ore.com

 

La “ripresa” c’è, fidatevi, arriverà presto, molto presto.

Non sentiamo questo ritornello ciclicamente?

Così come non ci dicono, i sempre ben informati, che basta ancora qualche sacrificio (nostro) e poi potremo tornare a vedere la luce?

Peccato che, mentre aspettiamo l’arrivo di questa fantomatica “luce”, arrivino impietosi i dati di una crisi che sta facendo tabula rasa del tessuto economico nazionale.

Imprese che chiudono, debiti privati e pubblici (è di oggi la “scoperta” che lo Stato e gli enti locali giocavano in borsa con i derivati tossici), Equitalia che pignora, e l’albo dei protesti che sembra lungo quanto la Bibbia.

Però ci sono segnali di ripresa, dobbiamo essere fiduciosi. Certo, poi vedremo come arriveremo, se ci arriveremo, fuori dal tunnel, cosa di cui noi dubitiamo.

Il declino della nostra Italia è fatto di tanti piccoli tasselli, che messi insieme mostrano una situazione che definire complicata è un vero e proprio eufemismo.

Tuttavia ci dicono, sempre i ben informati, che le priorità sono la giustizia, le diatribe interne al Movimento 5 Stelle, o la tenuta di un governicchio che, ne siamo certi, nessuno vuol far cadere in parlamento perché fa comodo tanto a destra quanto a sinistra.

 

Abbiamo ormai superato la soglia del ridicolo, quando l’Italia si schianterà sul fondo del baratro magari qualche italiano in più si sveglierà.

 

Siamo fiduciosi.

 

Gabriele Gruppo

 

 

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