Riflessione politica (prima parte)

Riflessione politica (prima parte)

 

Per chi non l’avesse ancora letto, proporremo in tre parti questo nostro pezzo scritto per il numero Marzo/Aprile 2013 della rivista di Thule-Italia.

In esso abbiamo cercato di sintetizzare alcune riflessioni, che speriamo possano essere fonte per un dibattito che riteniamo necessario in questa fase politica nazionale.

Gabriele Gruppo

Estremisti in cerca d’autore

(e il grillo pigliatutto)

Durante la sua poco fortunata campagna elettorale, l’ex tecnico super partes Prof. Mario Monti auspicava che fossero tagliate le ali estreme della politica nazionale, in favore di blocchi moderati, inclini all’Europa e alla governabilità. Nonostante le urne abbiano riservato più di una sorpresa, sotto certi aspetti gli elettori hanno forse involontariamente esaudito il pensiero dell’augusto bocconiano. Nel nuovo parlamento italiano, in entrambi i rami, non v’è traccia infatti né dell’estrema sinistra, né tantomeno dell’estrema destra.

Dove sono sparite? Scopriamolo.

“Rifondazione c’è!”. Così proclamava nei manifesti elettorali Rifondazione Comunista, che con il suo simbolo storico si poneva sotto il faccione perennemente unto dell’ex magistrato Antonio Ingroia; la cui lista denominata forse un po’ troppo pomposamente Rivoluzione Civile, con tanto di logo richiamante un famoso quadro caro ai compagni, nientemeno che “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, è stata un disastro senza possibilità di scusanti o attenuanti. Tanto che, a ridosso dei risultati ufficiali, di questo soggetto politico così pregno di buoni propositi rivoluzionari non vi era già più traccia, e nessuno a quanto pare ne sentirà la mancanza. Rifondazione Comunista ci poteva anche essere, così come proclamato nei manifesti, ma forse in pochi se ne sono accorti. Amara sorte per un partito che fino a una decina di anni fa era anche stato capace di determinare le sorti di un governo. Sic transit gloria mundi.

Evidentemente falce e martello non attirano più consenso come una volta, visto e considerato  che nella galassia dell’estrema sinistra, dove di falci, martelli e stelle rosse ce ne sono a profusione, l’unico che ha portato a casa un risultato di pura sopravvivenza politica è stato Nichi Vendola, che con il suo gruppo cucito su misura, Sinistra Ecologia e Libertà (privo oltre tutto di pesanti simbologie), rappresenta ad oggi l’eunuco parlamentare del Partito Democratico, cui è legato da un patto di alleanza blindato. L’astuto gatto Silvestro non aveva sicuramente voglia di uscire dai palazzi che contano come altri “compagni” più duri e puri, visto che il suo regno pugliese risulta attualmente in crisi, e così ha dovuto scegliere di legare indissolubilmente le proprie fortune politiche al Segretario del Partito Democratico Bersani, e ad abbracciare toni da moderato progressista, più che da rivoluzionario.

Se Atene piange Sparta non ride. L’estrema destra in queste elezioni 2013 non è riuscita nemmeno ad avere dei risultati che possano dar adito a una qualche forma di dubbio. Forza Nuova, La Destra e Casa Pound, nonostante uno sforzo militante sicuramente generoso, per l’italiano medio non rappresentano nemmeno un voto di protesta da esprimere nel segreto dell’urna. Il sogno che probabilmente albergava nei gruppi dell’estrema destra italiana era che ci fosse un loro exploit elettorale come quello di Alba Dorata in Grecia. Addirittura qualche “lungimirante camerata” pensò bene di creare, pochi mesi fa, un clone italico del partito identitario greco sfruttando l’onda mediatica del suo successo, raccogliendo però più pernacchie che persone alla presentazione ufficiale. Risultato: il tramonto del progetto. I tempi sembravano comunque maturi per un successo dell’estrema destra italiana, e sotto certi aspetti lo sarebbero anche stati, ma nulla di positivo è avvenuto. Evidentemente c’è qualche cosa che non torna e, forse, continuare a incolpare solamente al sistema sarà anche comodo ma non risolve il problema di un’area anoressica di vittorie, atomizzatasi ben prima dell’estrema sinistra, che non sembra riuscire ad uscire dalla marginalità politica in cui si trova confinata da un bel po’ di lustri, e dove gli unici momenti di notorietà ad alto livello sembrano essere quelli caratterizzati da perquisizioni e arresti, o da azioni tanto estetiche quanto evidentemente incomprensibili per quel popolo cui sono dedicate. I risultati elettorali non mentono purtroppo.

(continua)

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2 comments on: Riflessione politica (prima parte)

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  2. Druido 10 Maggio 2013 at 11:55

    Magari alla gente fa un po’ paura sia l’estrema destra che l’estrema sinistra dati i trascorsi storici!!!!

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