La superiorità “morale” della sinistra italiana

pippa

Sanità, chiesto arresto per il senatore Tedesco

La procura di Bari ha chiesto l’arresto del senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Puglia, indagato nelle inchieste sulla gestione della sanità regionale. La richiesta d’arresto dovrà essere valutata dalla giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato e il presidente della Giunta Marco Follini ha convocato per martedì 1 marzo alle 15 una riunione per valutare la richiesta dei pubblici ministeri e decidere. Sempre nell’ambito delle indagini sulla malasanità, la mattina del 24 febbraio è stato disposto l’arresto in carcere anche per il collaboratore di Tedesco, Mario Malcangi.

IL CAPO SCORTA AI DOMICILIARI. Ai domiciliari, secondo le prime informazioni, sono finite quattro persone, tra le quali Paolo Albanese, poliziotto e capo scorta del presidente della Regione, Nichi Vendola.
I fermi eseguiti nella giornata rientrano in un’indagine della procura su nomine di medici e dirigenti Asl. Oltre Malcangi, di 52 anni di Corato all’epoca dei fatti a capo della segreteria politica di Tedesco, gli altri fermati sono Paolo Albanese, di 51 anni, di Terlizzi (Bari), componente della scorta (e non a capo, come reso noto in un primo momento da fonti giudiziarie) di Vendola; Guido Scoditti, 68enne di Lecce e direttore generale della Asl salentina; infine, Diego Rana, di 52 anni, e Giovanni Garofoli, di 66 anni, entrambi imprenditori di Bisceglie. La giunta regionale ha provveduto a nominare un commissario straordinario per l’Asl leccese al posto di Scoditti. Si tratta di Paola Sciannamea, già direttore amministrativo della stessa struttura.

MAXI INCHIESTA ASL PUGLIESI. Misure interdittive sono state inoltre disposte per Alessandro Calasso, di 63 anni, di Bari, direttore sanitario della Asl barese, e Antonio Acquaviva di 55 anni, medico oculista, la cui nomina al’ospedale di Terlizzi, secondo l’accusa, sarebbe stata favorita da Tedesco.
Tedesco sarebbe indagato per concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e concorso in falso. Insussistente per tutti gli indagati, compreso per il senatore del Pd, secondo il giudice, il reato di associazione per delinquere.
Nel quadro dell’inchiesta il Gip barese Giuseppe De Benedictis ha tuttavia rigettato una quindicina di richieste di arresto avanzate dalla procura.

NEL MIRINO ANCHE DECARO. Anche il capogruppo del Partito democratico alla regione Puglia Antonio Decaro è indagato insieme a suo padre Giovanni per aver interferito con l’assessore Tedesco in modo da ottenere «il suo autorevole intervento» per aiutare un concorrente a superare il concorso pubblico per la copertura di sei posti all’Arpa Puglia. Per gli stessi fatti sono indagati Tedesco (che avrebbe consegnato al candidato segnalato da Decaro le tracce della prova); il concorrente Sabino Annoscia, che però non fu assunto dall’Arpa; il direttore amministrativo dell’Arpa, Marco De Nicolò, che – secondo l’accusa – ha fornito in anticipo all’assessore Tedesco, su richiesta di quest’ultimo, le tracce della prova del concorso per titoli ed esami. I fatti contestati risalgono ad ottobre-dicembre 2008.

«VENDOLA DEVE DIMETTERSI». Luciano Cavaliere, dirigente nazionale di Giovane Italia e presidente del movimento di area-Pdl Rivoluzione Italia ha chiesto le dimissioni di Vendola sostenendo che la sua sia la peggior giunta mai capitata alla Regione, mentre Sebastiano De Feudis, segretario region ale dell’Italia dei valori ha commentato: «Questa ennesima bufera che si è abbattuta sulla sanità pugliese è lo specchio di un sistema stritolato dalla corruzione, dai favori, dal clientelismo e dal malaffare».

TEDESCO: «SOLO UN POLPETTONE». «Mi sembra un grande polpettone. Una ribollita. Sempre le stesse cose cucinate in salsa diversa per presentare lo stesso piatto». Lo dice il senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della regione Puglia, per il quale la procura di Bari ha chiesto l’arresto nell’ambito di inchieste in corso sulla gestione della sanità pugliese. Tedesco ha ribadito di non essere mai stato interrogato dal 2009, cioè quando è stato iscritto nel registro degli indagati, fino ad oggi: «Ripeto, non sono mai stato interrogato, sebbene io abbia più volte chiesto di essere ascoltato. Ho prodotto un paio di memorie». Per il primo marzo é stata intanto convocata la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato che dovrà esprimersi sulla richiesta di arresto per il senatore del Pd. «Sarà in Senato martedì prossimo?», gli è stato chiesto. «Andrò a Roma», ha risposto Tedesco, «per il milleproroghe, per fare il mio mestiere di senatore. Poi, vedremo».

fonte www.lettera43.it

Sì, ci cadono pure loro!

Gli immacolati della res publica, i devoti a san Saviano, i fustigatori dei mali nazionali (di destra), i fautori della giustizia giusta (di sinistra), eccoli pizzicati con le manine nel saccone della sanità locale.

Bhè ma ragazzi!!!

E dire che erano i primi della classe!

Per giunta in una regione, la Puglia, dove a governare troviamo niente meno che uno dei più promettenti astri nascenti della sinistra italiana. Quel Nichi Vendola che sostiene d’essere il punto di snodo per “un’Italia migliore”…sarà, ma le giustificazioni che emana dal suo portale internet (www.nichivendola.it), per quel che sta avvenendo proprio tra i collaboratori della giunta che presiede, ci suonano identiche a quelle dei berlusconiani che, spesso, godono dell’attenzione mediatica più per le loro comparsate nei registri d’indagine giudiziaria, che per acume politico.

Da parte nostra c’è sembrato giusto non far mancare una bella critica a questo campione della sinistra moralista e bacchettona, che compare sempre nelle due versioni canoniche:

Versione A- Gandianamente corrucciato per lo schifo politico imperante in Italia, modello Gesù Cristo contro i mercanti del Tempio.

Versione B- Affabulatore tutto maniche di camicia e sudore, che sogna un’Italia in cui Vladimir Luxuria sarebbe Ministro delle Pari Opportunità, Cesare Battisti responsabile alla giustizia e Gino Strada Ministro della Sanità (equa e solidale).

Evidentemente anche gli uomini, le donne ed i non identificati sessualmente, di sinistra cedono alle lusinghe del clientelismo vecchia scuola, ponendosi sulla stessa linea dei reietti non folgorati sulla via di Cuba o di Casablanca.

Nichi! Nichi!

Cosa dirà San Saviano, quando saprà dei tuoi funambolismi per coprire le marachelle di quei fidati collaboratori che ti sei scelto!

Attenditi come minimo una sculacciata morale…

RIPETO: MORALE!!!

Gabriele Gruppo

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