Egitto: ipocriti di tutto il pianeta unitevi!

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Mubarak si è dimesso, potere alle forze armate

Il vicepresidente egiziano Omar Suleiman ha annunciato in televisione che il presidente Hosni Mubarak ha rinunciato al suo mandato presidenziale e ha incaricato le forze armate di gestire gli affari dello stato. La piazza Tahir ha accolto con un immenso boato l’annuncio. Un tripudio di bandiere egiziane sventolate in piazza Tahrir con sottofondo dI fischi e grida di giubilo ha accolto l’annuncio delle dimissioni di Mubarak. Da un lampione viene agitato un fantoccio impiccato che era stato appeso gia’ giorni fa.

IL DISCORSO DI SULEIMAN – Questo il testo integrale del breve discorso alla televisione di stato in cui il vice presidente egiziano Omar Suleiman ha annunciato le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. “Cittadini, in nome di Dio misericordioso, nella difficile situazione che l’Egitto sta attraversando, il presidente Hosni Mubarak ha deciso di dimettersi dal suo mandato e ha incaricato le forze armate di gestire gli affari del paese. Che Dio ci aiuti”.

GIOIA ESPLODE IN TUTTO PAESE – Egiziani in tutto il paese si stanno riversando nelle strade per festeggiare la notizia delle dimissioni del presidente Hosni Mubarak. Lo riferiscono testimoni. Il Cairo, Alessandria e altre citta’ dell’Egitto sono stata invase da suoni di clacson e bandiere. Le persone scese in piazza si congratulano le une con le altre e urlano slogan come: “Lui e’ fuori noi siamo dentro!” e “Il popolo ha abbattuto il regime”.

MUBARAK E’ A SHARM EL SHEIKH – Hosni Mubarak e’ a Sharm-el-Sheikh. Lo hanno riferito fonti del suo partito Pnd. Praticamente abbandona dai turisti, anche Sharm festeggia l’uscita di scena di Hosni Mubarak: macchine che suonano il clacson, sventolando bandiere dai finestrini, si sono raccolte nella piazza del centro ‘vecchio’ della cittadina mentre un corteo di persone sfila per le strade, inneggiando all’addio del presidente. Nonostante il Rais si troverebbe proprio nella famosa localita’ del Mar Rosso – nota in tutto il mondo per i suoi fondali – di lui la gente oggi non ha visto traccia. ”Quando viene qui c’e’ sempre un ingente dispiegamento di forze dell’ordine e di sicurezza. Ma oggi non abbiamo notato nulla che potesse far capire che stesse qui o fosse in procinto di arrivare”, spiega al telefono all’ANSA Fabio Cesarotti, un italiano che da anni vive e lavora nella localita’ turistica.

OBAMA: SIAMO SOLO A INIZIO TRANSIZIONE – Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che l’Egitto ”e’ solo all’inizio della sua transizione”. Obama ha detto che l’uscita di scena del presidente egiziano, Hosni Mubarak, rappresenta ”un momento storico” e ”noi abbiamo il privilegio di esserne testimoni”.

ESERCITO: GARANTIREMO PASSAGGIO POTERI E ELEZIONI – Il Consiglio supremo delle Forze Armate egiziane garantirà “il pacifico passaggio dei poteri” ed “elezioni libere” nel Paese. Lo sottolinea il comunicato n.2 dei militari dopo una riunione del Consiglio. I militari si fanno inoltre garanti – recita il comunicato – delle “riforme legislative e costituzionali” promesse dal presidente Hosni Mubarak. Il testo è stato letto alla Tv di Stato da uno speaker e uno da un portavoce dell’esercito. Il palazzo è presidiato all’esterno dai manifestanti, che hanno impedito l’accesso ad alcuni ospiti previsti nei programmi mattutini, e costringendo la Tv a scusarsi per le assenze. Lo stato di emergenza verrà tolto in Egitto “una volta che saranno finiti i disordini”. L’Esercito egiziano fa appello perché “si torni a una vita normale”. Invitiamo “le persone nobili che hanno condannato la corruzione e chiedono le riforme”, “a tornare a una vita normale”, recita il comunicato. ”La voce dei cittadini egiziani, specialmente dei giovani, e’ stata ascoltata: spetta a loro definire il futuro dell’Egitto. Ora ci siano elezioni libere, credibili e giuste”. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, durante un breve incontro con la stampa. Nel comunicato del Consiglio supremo della Difesa si afferma che i militari sono ”consapevoli” della ”pericolosita’ della situazione”. ”Studiamo misure da attuare” per venire incontro alle aspettative del popolo, si afferma fra l’altro nel comunicato. Il Consiglio ha espressO ”apprezzamento” a Hosni Mubarak per il ”ruolo svolto in pace e in guerra”.

AL ARABIYA: SARANNO SCIOLTI GOVERNO E PARLAMENTO – La televisione al Arabiya ha detto anticipando il contenuto di un comunicato del Consiglio superiore delle forze armate che saranno sciolti il governo e il parlamento.

EL BARADEI: E’ PIU’ BEL GIORNO DELLA MIA VITA – “Questo e’ il piu’ bel giorno della mia vita”. Loi ha detto Mohamed El Baradei, una delle figure di spicco dell’opposizione in Egitto, secondo quanto riportato dalla Bbc. A proposito delle dimissioni del presidente Hosni Mubarak, l’ex direttore dell’Aiea ha dichiarato che l’Egitto “e’ stato liberato dopo dieci anni di repressione” e che adesso si aspetta una “bella transizione”.

AMR MOUSSA: ORA SONO OTTIMISTA – Il segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, si e’ detto ”ottimista” per il futuro dell’Egitto. Raggiunto telefonicamente dalla CNN, Moussa ha detto che ”ora il futuro dell’Egitto e’ nelle mani del popolo egiziano”.

ISRAELE: SPERIAMO CHE LA PACE RESISTA – La speranza di Israele e’ che le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak non abbiano ripercussioni negative sulla pace fra i due Paesi. Lo ha detto una fonte governativa israeliana, citata dal quotidiano Maariv.

GAZA, HAMAS FESTEGGIA ‘INIZIO DELLA VITTORIA’ – Hamas ha festeggiato le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak definendole ”l’inizio della vittoria della rivoluzione”. Nel contempo le strade della Striscia, controllate dal movimento integralista palestinese, sono piene di gente esultante.

SVIZZERA CONGELA POTENZIALI BENI MUBARAK – Il governo svizzero congela potenziali beni di Hosni Mubarak nella repubblica elvetica. Lo ha detto un portavoce del ministero degli Esteri.

ONU, BAN KI-MOON: ORA TRANSIZIONE ORDINATA – Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, auspica che in Egitto possa avere luogo una transizione ”pacifica e ordinata”. Lo ha detto al Palazzo di Vetro Martin Nersirky, portavoce di Ban. ”Il popolo egiziano e’ frustrato e ha chiesto riforme coraggiose – ha detto il portavoce – la transizione, ora, deve essere pacifica e ordinata”.

USA, BIDEN: GIORNO STORICO VERSO DEMOCRAZIA – Il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto che quanto sta avvenendo in Egitto rappresenta ”un irreversibile cambiamento verso la democrazia”. ”A poche generazioni capita di cogliere l’opportunita’ che il popolo egiziano sta cogliendo. Per l’Egitto e’ un giorno storico” ha detto Biden parlando in Kentucky. ”La voce dei cittadini egiziani, specialmente dei giovani, e’ stata ascoltata: spetta a loro definire il futuro dell’Egitto. Ora ci siano elezioni libere, credibili e giuste”, ha detto Ban Ki-moon.

fonte www.ansa.it

Lo ricorderemo così Hosni Mubarak, l’ormai ex rais egiziano, nel suo ultimo tentativo di tenere testa ad un destino che non gli ha certo riservato il posto che lui voleva.

La storia non lo ricorderà né come Nasser, né come Sadat, ma come uno dei tanti satrapi mediorientali la cui stagione felice sta forse per volgere al tramonto.

Che cosa succederà domani non lo sappiamo, le ipotesi si sprecano, anche se noi preferiamo fin da subito dichiarare il nostro marcato scetticismo nei riguardi di emozionalità democratiche infervorate, che sembrano aver preso il sopravvento su quella che è la realtà all’ombra della sfinge.

Non sarà una transizione “morbida”, e dubitiamo che coloro che oggi gridano “Osanna!” per la caduta del despota, domani sapranno porre a freno forze di difficile gestione.

L’Egitto rappresenta una bomba sociale e politica che ora ha la possibilità di esplodere, travalicando i suoi effetti lungo tutto il Medio Oriente. Questo solo Israele sembra notarlo, cosa più che mai scontata. Per il governo della stella di Davide perdere l’aquila di Mubarak vuol dire dover gestire un nuovo fronte internazionale, complicato ed imprevedibile, che porrà nuovamente gli israeliani di fronte al loro isolamento regionale.

Obama, o il manga Ban Ki-moon, sono solamente degli ipocriti planetari. Il Presidente USA ha più volte abbracciato e baciato cordialmente quello che oggi lui stesso definisce “dittatore”, l’ONU invece compie l’ennesimo giro di valzer diplomatico, scaricando colui che era il mediatore per eccellenza nei dissidi tra Israele e i palestinesi.

Sentir poi parlare di democrazia tutelata dai militari, ci fa sorridere.

Gli integralisti democratici non sembrano scorgere la realtà dei fatti: senza il golpe bianco dei generali il rais avrebbe cercato di estenuare la piazza tumultuosa per mesi, rimandando certo la fine inevitabile della sua parabola al potere, ma garantendo forse quella transizione indolore che tutti i governi occidentali auspicano.

Ora si apre un vuoto di potere che sarà difficile colmare, e che vedrà l’Egitto protagonista di una nuova criticità geopolitica.

La cosa non ci dispiace per niente, anzi, più il vecchio ordine mondiale sarà progressivamente cancellato, maggiori saranno le probabilità che anche l’Europa possa godere di una stagione storica di disintegrazione dell’attuale status quo.

Dobbiamo tornare a scrivere la storia noi europei, e per far questo dobbiamo solo attendere che la nostra classe dirigente sia indebolita dalla sua stessa ipocrisia.

Non ci vorrà molto, non temete.

Gabriele Gruppo

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