Lo Stato Fascio

Lo Stato Fascio

Non più tardi dei primi venti anni del XXI secolo a.C. (dove a. C. sta per ante Coronavirus) gli italiani, ma anche gli altri abitanti del globo terracqueo, avevano una certezza:

Qualsiasi persona pubblica non gradita, qualsiasi governo non gradito, qualsiasi ministro non gradito era… un FASCIO!
In caso di promozione – per “crimini (!) contro l’umanità” – diventava… un NAZI!

Era un mondo bello, semplice, chiaro.
Un uomo Un termine.
One Shot One Kill.

Si viveva in una fratellanza compiuta. Il fallimento dell’esperanto era stato comunque compensato da una parola universale. Una speranza.

Oggi questo mondo è crollato.
Nulla sarà più come prima.
Anzi, niente è già come prima: il rasta resta a casa, lo spacciatore spiccia e non spaccia, i compagni senza compagnia, i preti senza gregge, le prostitute senza clienti, l’assessore senza mazzetta che ramazza…e i balconi.

I balconi avamposto della Resistenza.
Resistenza???
Allora, forse c’è qualche speranza!!!
Qualcuno che torni a gridare: Stato Fascio!

Macché.
Si canta l’inno di Mameli.
In pantofole, in vestaglia, in tute da ginnastica hi (o low) tech.

E si afflosciano le palle. Non c’è Pornhub gratis che tenga.

Italiani brava gente.

E la parola eroi che passa di bocca in bocca come una chewing gum masticata e rimasticata a ogni sciagura di questo stivale.

Ogni tempo ha i suoi eroi.

Un megafono che intima alla popolazione di restare a casa. Sanzioni penali e civili per chi non rispetta il coprifuoco. Si esce contingentati e con la giustificazione. La spesa è ammessa ma solo per beni essenziali (di queste ore sono le multe per acquisti non reputati essenziali).

E nessuno, nessuno che di notte scriva: CONTE FASCISTA.

La città è dolente
regna Conte

lo Scatafascio ha sostituito la Stato Fascio.

Marco Linguardo

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