Verso il 22 Febbraio

Verso il 22 Febbraio

L’importanza di far parlare la storia

Per quale motivo, nel 2020, bisognerebbe parlare di Nazionalsocialismo?

Ovviamente, i farisei del politicamente corretto, risponderebbero che sì, di Nazionalsocialismo serve parlare. Ovviamente con le tinte drammatico/fosche di una leggenda a sfondo satanico, con i toni del “potevamo essere tutti ammazzati!”, cosa ridicola a sentirla, ma sì, c’è di questo ed anche di peggio presso la vulgata pseudo intelligente.

Lo spauracchio pedagogico per forgiare la “memoria” è quello di sempre, per dirla come Carlo Verdone in un noto film di qualche decennio fa: “E’ il bbbbbeneeee che vince, ed il male che perde”. Però non tutte le vacche sono nere, anche se la notte dell’Europa è ormai color pece, e a poco, secondo noi, serviranno quelle flatulenze politiche chiamate “sovranismo”, per portare chiarezze e bagliori di riscatto.

Occorre tornare ai grandi ideali, occorre trarre spunto da ciò che è stato, senza dimenticarsi che è nel XXI secolo il nostro campo di battaglia.

Per “parlare” di Nazionalsocialismo, e trarne spunto ed ispirazione nella nostra opera di lotta e di resistenza, serve “far parlare” il Nazionalsocialismo, altrimenti si scade nel pallottoliere pseudo storico di quanti morti esso ha fatto rispetto ad altre ideologie. Oppure, ci si limita a tratteggiare argomenti che non portano a nulla, come il così detto “nazismo esoterico”, e che anzi, non fanno altro che essere funzionali alla dialettica imperante, le cui fila son tenute ben salde dal sistema, il quale è certamente contento che del Nazionalsocialismo ci si “dimentichi”, come sempre, di contenuti ben più importanti, costruttivi ed antagonisti, di cui era pregno. Capisaldi ideologici e di visione del mondo, che ne hanno caratterizzato tanto gli esordi, quanto l’azione di governo che, seppur breve, fece della Germania un vero esempio da seguire, cui ispirarsi nella scelta di campo tra ciò che è “naturale”; la Kultur, e ciò che è “artificiale”; il mercato.

Questo fu il vero scandalo, ed è questa la damnatio memoriae cui il Nazionalsocialismo, ed i suoi artefici, sono oggi condannati.

Non ci dilungheremo troppo, in questo nostro contributo, nello sviscerare argomenti che saranno di pertinenza del convegno che Thule Italia ha organizzato il 22 Febbraio. Il nostro fine oggi è quello di chiarire, per chi fosse interessato, la natura del nostro intento.

Vogliamo far comprendere, per chi vorrà partecipare, che il Nazionalsocialismo fu pericolosamente preveggente, senza essere composto da Cassandre semi divine, fin dai suoi faticosi esordi, fin da quel lontano 24 Febbraio 1920, in cui un gruppo di uomini dalle idee chiare, ed animati da grandi ideali, lanciarono la sfida proprio ai signori del mercato, ed ai loro fedeli lacchè parlamentari.

Far parlare il Nazionalsocialismo, e non di parlare di Nazionalsocialismo, è fondamentale per comprenderlo. Comprenderne l’essenza, senza visioni distorte, o parziali, senza nemmeno nostalgie fuori tempo e fuori luogo.

Perché il sogno del Nazionalsocialismo veniva da lontano, ma guardava al suo presente, per costruire l’eternità.

Gabriele Gruppo

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