La “volta buona”? (contenti Voi!)

La “volta buona”? (contenti Voi!)

Ed ecco giungere una nuova tornata elettorale, ed ecco giungere il caravanserraglio mediatico tutto focalizzato sul “grande evento”. Uno spettacolo itinerante mai sopito a dirla tutta, visto che l’Italia andò alle urne poco più di un anno fa, partorendo lo sgorbio governativo giallo/verde, o verde/giallo visti i rapporti di forza, il cui unico risultato concreto è stato quello di durare oltre le attese e le speculazioni politiche, forse anche perché, sul versante “opposizione”, le teste d’uovo al timone di partiti e accozzaglie varie (ed avariate) fanno a gara per non farsi rimpiangere dagli italiani.

Qualcuno dirà: ”Abbiamo il meno peggio”.

Qualcuno continuerà a pensare che: “Almeno fanno qualcosa… un minimo sindacale”.

Ci sembra di sentire Montanelli, quando, un’era geologica fa, affermava: “Voto DC e mi turo il naso”.

Sì, perché in Italia democrazia non vuol dire scegliere il meglio, bensì il meno peggio. Ovviamente, con tutto ciò che ne è conseguito in questi decenni di Repubblica delle banane, e che ci siamo portati appresso fino ad oggi, in una fase storica in cui tutto è stato messo in discussione.

Le imminenti elezioni vedranno il rinnovo del Parlamento Europeo, ma state pur sereni, in Italia non si parlerà di Europa, o di sovranità nazionale, o del ruolo dell’Italia nell’ambito dell’Unione. Siamo certi che la campagna elettorale cui assisteremo, come sempre, sarà un referendum “pro” o “contro” il governo in carica, in una sorta di resa dei conti tanto all’interno della maggioranza “carioca”, quanto nell’ambito delle due ali dell’opposizione.

Che cosa comprenderanno gli italiani?

Poco o nulla, ma si lasceranno coinvolgere dallo spettacolo, parteggiando per gli idoli del momento; quelli per intenderci che bucano lo schermo, fanno molto fumo, ma di sostanza scarseggiano. Tanto, nella maggior parte dei casi, l’unica cosa che di “europeo” interessa al nostro popolo è ciò che coinvolge un noto torneo sportivo a squadre (così non offendiamo gli amanti del pallone).

Tutto il resto è noia!

Non ci stupisce ormai nemmeno più il movimentismo dei partiti e movimenti della destra radicale italiana. Tra liste ufficiali, ed apparentamenti vari, eccoli tutti pronti a correre dietro al mito de “la volta buona”. Non paghi dei risultati (mortificanti) delle recenti elezioni politiche, che non hanno suscitato una virgola di autocritica, anche per le europee troviamo lo stesso coacervo di speranze. Oggi, come un anno fa, il ritornello in sottofondo non è mutato: “Il vento è cambiato! E’ la volta buona”.

Per tutti ormai; destra, sinistra, centro, centro alto, centro basso, isole, ecc., ivi compreso l’identitarismo italiano, fare politica non è avere dei contenuti, non è strutturare un progetto di alto livello, realmente politico, di ampio respiro, magari concretamente rivoluzionario, bensì cercare di raggiungere il tanto agognato “consenso”, attraverso risposte banali, a problemi complessi.

Noi, nel nostro piccolo, resteremo fedeli alla posizione astensionistica, coerentemente, non ritenendo l’ingresso nelle strutture del sistema un viatico per la risoluzione delle grandi questioni del nostro tempo; dall’imminente crisi economica (di cui daremo presto risalto in altri articoli), fino alla sostituzione etnica, che certo non potrà essere arrestata da qualche pinguino seduto a Strasburgo.

Seguiremo con attenzione gli sviluppi di questa nuova tornata elettorale, dalla nostra altana d’osservazione, con la lucidità di chi non segue il coniglio di pezza, e non vede all’orizzonte nessuna “volta buona”.

I nostri sinceri auguri a chi ci crede.

Gabriele Gruppo

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