Horst Wessel: Un esempio che non teme il tempo

Horst Wessel: Un esempio che non teme il tempo

Un ragazzo morì in questa data tanti anni fa.

Un ragazzo nato nel 1907, e che oggi avrebbe oltre 120 anni. La cui gioventù di spirito certo non teme il tempo.

Un ragazzo di un’epoca diversa, che siamo certi avrebbe pena per quel che è diventata non soltanto la “sua” Germania, ma anche per quel che è diventata l’Europa; quella delle grandi potenze, quella della Kultur vitale, feconda, anche aggressiva, ma fatalmente determinante nella storia dell’intero pianeta.

Una Germania ed un’Europa che non esistono più, se non in poche forme di resistenza e di reazione, in un titanico scontro di forze impari, in una cornice di decadenza diffusa.

Cosa ci può insegnare allora questo ragazzo, questo giovane uomo cui il destino ha riservato per un breve ma luminoso periodo, d’essere l’esempio più importante da seguire per un’intera nazione. Per poi sparire nell’oblio, condannato dai “vincitori” che di quella nazione fecero scempio, per il puro piacere di mostrare al mondo che non sarebbe più esistita l’Europa quale omphalos della storia, bensì solamente un pallido simulacro, che mostra sempre più la sua crisi d’identità.

Ricordare questo ragazzo, ricordare la figura di Horst Wessel, è un tributo al suo intramontabile esempio di dedizione alla Causa Nazionalsocialista.

Una vita esemplare, e una militanza priva di lati in chiaroscuro.

Non è un pedante esercizio di retorica, o una forma di isterica idolatria questo nostro scritto, ciò che vorremmo trasmettere, con sincero trasporto, è il sentimento di rispetto che nutriamo per colui che ha dimostrato, in concreto, quanto valessero gli ideali che professava, e per i quali è caduto sul campo con onore.

Oltre tutto, abbiamo sentito il dovere di omaggiare questo ragazzo proprio in un frangente storico contemporaneo, in cui vediamo troppa confusione di ruoli, di simboli, di idee. In cui all’intransigenza di una fede sincera, verso ciò per cui si dovrebbe combattere senza riserve, si preferiscono strane alchimie politiche, dove l’importante è “arrivare” ad un risultato, anche minimo, ma in tempi brevi; pena, l’esser messi in un angolo dai capricci dell’elettorato.

Non è più dunque il militante a dare l’esempio da seguire, araldo vivente delle sue idee e dei suoi principi, capace di tracciare le linee guida per il popolo, nel solco di una solida visione del mondo totale e totalitaria.

Oggi in tanti (troppi) pensano che si debba seguire ed assecondare il semplice “umore” delle masse, per ottenere dei risultati. Non chiedendo alle masse di assumersi delle responsabilità.

Quindi, basta così poco oggi per fare una rivoluzione?

Quel ragazzo, morto così tanti anni fa, avrebbe molto su cui obbiettare in proposito.

E così, nell’epoca in cui viviamo, dove tanti (troppi) cercano facili scorciatoie per raggranellare qualche briciola dal desco della democrazia, Wessel ci offre un monito:

Non seguite il “potere”, bensì incarnate il verbo “potere”!

Gabriele Gruppo

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