Che fine ha fatto? (rubrica estiva degli argomenti dispersi)

Che fine ha fatto? (rubrica estiva degli argomenti dispersi)

E non potevamo terminare la nostra rubrica estiva, se non con un (ormai) disperso “fresco di giornata”, o meglio “frescone”.

Sì lui, l’ex celebre Giulio Regeni!

Comprendiamo benissimo quante anime pie ci attaccheranno per il nostro cinismo e per la nostra cattiveria per quest’articolo, infondo, Regeni doveva essere un “morto di serie A”, quelli cui dedicare uno sgabuzzino alla Camera dei Deputati, o una piazza in una città equosolidale, invece (ormai) del povero Giulio non frega più nulla a nessuno, nemmeno a quegli sponsor del politicamente corretto che ne volevano cavalcare la memoria.

Se il lettore vorrà, potrà leggere nel nostro sito cosa pensiamo da sempre sui fatti, e quali furono i nostri giudizi (in tempi non sospetti) su tutta la vicenda.

Vicenda su cui è calato (per fortuna) un silenzio duplice; da un lato quello degli ex sponsor che nulla fecero quando poterono, tipo quando erano assisi a Palazzo Chigi. Dall’altro chi della vicenda ha preferito vedere la data di scadenza mediatica, e si è preoccupato invece di preservare l’Italia delle ripercussioni economiche con l’Egitto, salvate in extremis.

Per carità! Una vita non si misura sulla base di un supergiant d’idrocarburi a largo delle coste di Alessandria d’Egitto, e scoperto dall’ENI (VEDI), però…

Però… lo studentello, figlio dell’italietta progressista, degno epigono di quella penosa generazione di “cittadina del mondo”, andato a ficcare il podice in un vespaio, con tanto di servizi segreti britannici annessi e connessi, non poteva essere certo che la sorte gli riservasse gli onori di altre storielle simili, infatti, all’incauto Giulio non è toccato di tornare in patria sugli allori, vivo e vegeto, dopo “una brutta avventura” remunerata a suon di dollari dalla Farnesina, bensì in una bara, dopo esser stato “attenzionato” con cura dai miliziani di un regime, quello del Presidente egiziano Al-Sisi che, per quanto non sia tanto “carino e coccoloso” su questioni che animano le anime nostrane, è alleato/chiave in Medio Oriente dell’Occidente democratico e liberale, quindi intoccabile.

Di tutta la mobilitazione al grido “Verità per Giulio Regeni”, artificialmente gonfiata a suo tempo dai media e dall’allora Governo Renzi a caccia di consensi dal cuore di panna, sono rimasti giusto alcuni striscioni sbiaditi, che addobbano quei pochi palazzi municipali ancora a trazione Partito Democratico. Ciclicamente poi la Sig.ra Regeni, madre del virgulto impallinato come un pollo, tenta di riportare le luci della ribalta sulle tante ombre intono alla morte del figlio, senza successo, e tuttavia senza perdere quella spocchia che l’ha sempre contraddistinta.

Una domanda però ci siamo sempre fatti: “Ma Regeni sapeva che l’Egitto non è mai stato nel programma Erasmus?”

 

Gabriele Gruppo

 

 

 

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