Il carro del vincitore, il bambino e l’acqua sporca

Il carro del vincitore, il bambino e l’acqua sporca

Questo nostro articolo sarà volutamente ironico e dissacratorio, in quanto vorremmo far tornare con i piedi per terra i tanti che, ad appena una manciata di giorni dal suo insediamento, già saltellano felici per le prime iniziative pirotecniche del nuovo Governo, presieduto dal Professor Giuseppe Conte, e sostenuto da una maggioranza Movimento 5 Stelle/Lega, talmente composita da un punto di vista ideologico, da promettere grandi sorprese sia nel bene che nel male, in quanto a capacità di tenuta e coerenza nell’azione.

Compagine che nasce con le stigmate di una lunga Via Crucis; fatta di trattative stile fantozziana riunione di condominio (VEDI), mediazioni in extremis, veti provenienti dalla prima carica dello Stato, il “pio” Mattarella, ed altre chincaglierie, degne del circo mediatico della democrazia rappresentativa.

Via Crucis sfociata, appunto pochi giorni fa, in un contratto di governo che potremmo definire “alla carta”, un po’ come nei menù a prezzo fisso che cercano di accontentare gli interlocutori di turno.

Ricordiamoci, infatti, che prima del fatidico parto operativo con la Lega di Matteo Salvini, in data primo Giugno corrente anno, il Movimento 5 Stelle (partito di maggioranza relativa) aveva cercato di accordarsi con tutti, tranne che con i puffi, pur di giungere ad una conclusione della Via Crucis suddetta, ed evitare un nuovo ritorno alle urne in piena Estate.

Inutile tornare sulle polemiche da pollame manzoniano, che hanno investito il curriculum del neo Presidente del Consiglio al momento della sua nomina. Inutile rimarcare la pochezza del Partito Democratico che dovrebbe esser “opposizione” in questa legislatura, indi per cui in posizione più che comoda, ma che si mostra incapace ormai di muoversi senza perdere consensi lungo la strada.

Altrettanto inutile però eccedere negli entusiasmi che vediamo accendersi tra politichetta virtuale e politicaglia reale, in cui c’è già chi si dimostra pronto a lanciarsi sul carro del vincitore non soltanto con latrati di appetito, comprensibili, ma anche con ululati di trionfo decisamente fuori luogo.

Saltare sul carro del vincitore è il vero sport nazionale di questa italietta piccola piccola, senza infamia e senza lode. Questo è risaputo.

Tuttavia ci aspettavamo un briciolo di decenza, almeno in quelle compagini politiche e quei singoli che fino ad inizio Giugno lanciavano strali contro l’ipotetico asse giallo/verde, salvo poi optare per il motto arguto: ”Non gettiamo il bambino con l’acqua sporca”, inaugurando così dei segnali di apprezzamento chiari ed altrettanto incredibili fino a poco tempo fa, forse nel recondito sogno di poter cogliere qualche briciola dal desco della politica “che conta”.

Infondo Salvini nella sua veste di Ministro dell’Interno, per chi ama i giri di valzer, ha già fornito prova per alcuni di maschia virilità sulla questione migranti, cosa che sta facendo mandare in brodo di giuggiole gli orfani di un qualsiasi maschio alfa tricolore, o degli esterofili figli di Putin. Poi ci sono gli sfottò contro la sedicente “opposizione” democratica ed antifascista, ridotta ai minimi storici, certo, in quanto a rappresentatività. Esternati però da chi raccoglie solamente decennali consensi da prefisso telefonico, senza porsi però mai un minimo di riflessione sul motivo di questo dato di fatto.

Fanno quindi sorridere questi primi timidi appoggi al “bambino” di Palazzo Chigi, da non gettare con l’acqua sporca ovviamente, come se al neo Presidente del Consiglio potessero giovare.

Il Movimento 5 Stelle certo non fa impazzire l’estrema destra italiana (tranne qualche peones da macchietta in camicia nera), con l’ombra di Beppe Grillo e della Casaleggio Associati ancora presente, tuttavia il neo leghismo trumpiano di Salvini fa digerire molte zone d’ombra (ad esser buoni) presenti nel programma governativo di Conte & soci. Questo, a quanto pare, basta a coloro che da anni si son formati politicamente la “bocca buona”, e pensano ad un’alba rivoluzionaria facendo leva non sulla chiamata di responsabilità comunitaria per com’è ridotta l’Italia, ma sul classico piagnonismo nazionale, di cui la compagine giallo/verde ne è la piena rappresentazione.

Francamente pensiamo che in tanti si sveglieranno con l’amaro in bocca molto presto. Il facile entusiasmo si esaurisce come un fuoco di paglia, e non sarebbe questo il momento di fantasticare su di una sorta di mutazione genetica radicale di questo governo nel medio periodo, in cui il populismo borghese potrebbe per opportunismo lasciare spazio a ben più miti ed allineati passi verso una sostanziale normalizzazione; vi ricordate Tsipras? L’incendiario divenuto cameriere?

Il problema, non è accettare o meno il “minimo sindacale” identitario che il Presidente del Consiglio Conte potrà garantire, più per i calcoli elettorali dei suoi azionisti, che per vera motivazione ideologica. Il problema è accontentarsi solamente di questo “minimo sindacale”, senza voler osare richiedere a noi stessi una svolta anti-sistema concreta, strutturata ed efficace.

A questo servirebbe una destra radicale ed identitaria seria in un simile momento storico, una svolta, che speriamo possa avviarsi verso la formazione nel breve termine. In quanto al momento temiamo ci sia solamente un “navigare a vista” di variopinti carrozzoni, che preferiscono “tifare”, piuttosto che “creare”.

 

Gabriele Gruppo

 

 

 

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