C’era una volta… (la favola di Emergency)

C’era una volta… (la favola di Emergency)
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Parole (in alto) coerenti con l’azione; a sinistra Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, a destra il Dott.Strada fondatore di Emergency.

Emergency, “silurata Cecilia Strada”. L’Espresso ricostruisce il caso, ma Gino Strada: “Querelo per tutelarmi”

Cecilia Strada non è più la presidente di Emergency, l’associazione fondata dal padre, Gino. Il sito de l’Espresso scrive che “è stata sfiduciata dal direttivo della Ong e sostituita da Rossella Miccio, assistente di Gino Strada e fino a ieri occupata nell’ufficio umanitario”. I motivi del “siluramento”, secondo il giornale, sono da ricondurre agli scontri sulla linea politica per il finanziamento dell’associazione e la successione dopo il ritiro del medico fondatore. Ricostruzioni che lui stesso contesta, annunciando querela per “tutelare la reputazione mia e di Emergency“.

“Le ragioni per cui è avvenuto l’avvicendamento alla Presidenza del Consiglio direttivo di Emergency riportate nell’articolo non corrispondono alla realtà e gettano discredito su Emergency, a cui ho dedicato la mia vita, e sul gruppo dirigente che la sta guidando con fatica e responsabilità – ha scritto Strada in una nota- . In questo modo abbiamo potuto curare 8 milioni di persone in 23 anni. Per questa ragione, darò mandato al mio avvocato per tutelare la reputazione mia e di Emergency”, conclude la nota. E anche le pagine del sito hanno ospitato la replica di Emergency: “Normale dinamica di confronto interno”.

(VEDI)

Fonte www.ilfattoquotidiano.it

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Emergency… la famiglia Strada… Quanti ricordi…

Esattamente una decina di anni fa, il destino sembra essere ironico a volte, noi di Thule-Italia, con una buona dose di sfrontatezza, elaborammo un focus, in cui ponevamo dubbi sulla “sacralità” di Emergency, così come di altre Organizzazioni Non Governative.

La critica era contro tutto quel mondo definito “cooperazione internazionale”, tuttavia, lo spazio che dedicammo in quel dossier alla creatura medico/mediatica del Dott. Strada (e famiglia) teneva la parte principale, vista sia la notorietà, sia un certo volume di “affari”.

Sembra ieri che ricevemmo la telefonata di una furente Cecilia Strada (cotanta figlia di Gino), che minacciava querele per il nostro focus, definito da lei “pieno di falsità”. Salvo poi ricredersi in una telefonata successiva (dopo averlo letto forse), ed esternando tutto il repertorio sulla necessità della libera informazione, e bla bla bla…

Soddisfatti?

Certamente!

Infondo, avevamo centrato il bersaglio senza aver fatto i kamikaze, e da allora abbiamo potuto costatare quanto le nostre critiche contenessero molto di quel che oggi è sotto gli occhi di tutti, e ciò non vale soltanto per Emergency.

Infatti, sembra che anche in “quel mondo” così solidale, così pieno di buoni principi, abbia da tempo preso a serpeggiare la febbre del business.

ONG e Onlus più o meno note, cooperative vocate all’accoglienza dei migranti, e tutta quella genia terzomondista, di cui Emergency è forse il risultato di più antico successo, dopo la Caritas ovviamente, non rappresentano altro che un Giano bifronte, che se da un lato mostra la sua “vocazione” disinteressata con una spocchia spesso indigesta, nel suo lato oscuro, invece, cela ben altro e di maggior interesse.

La notizia del siluramento di Cecilia Strada da dominus di Emergency, ci ha fatto riflettere su come quest’ambiente si stia radicalizzando non tanto da un punto di vista ideologico, di certo Lady Strada non può esser annoverata entro una visione del mondo “moderata”, quanto sotto l’aspetto degli appetiti economico/finanziari.

Molte ONG hanno bilanci da far invidia a una piccola multinazionale, la penetrazione in ambito politico e mediatico della “cooperazione internazionale” è assicurata dal prevalere del pensiero debole in questi ambiti. Emergency, la Caritas, e tutte le altre realtà dell’ampio giardino xenofilo in Italia ed in Europa occidentale, sono piene zeppe di filantropi capaci di tener saldo un bilancio finanziario meglio di Marchionne, ed allo stesso tempo avere la faccia di bronzo tipica di chi vuol portare la “lieta novella” del progressismo militante. In pratica, chi gestisce questo tipo di entità, potremmo ben dire che è il frutto migliore dei tempi ultimi; ed è l’esempio di quel tipo/umano globalizzato, capace di parlare di pace nel mondo fino allo sfinimento, salvo poi avere ben presente le regole del mercato appena si spengono i riflettori dello spettacolo.

Cecilia Strada non è stata messa in minoranza, e di ciò ne siamo certi, per una sua presunta opposizione ad una linea di condotta intransigente nei confronti del potere politico o finanziario, quanto per motivi che, forse, possono ritrovarsi in quest’ottimo articolo di un anno fa: “Ecco quanto guadagna Emergency. Una Onlus da piazzare in Borsa…”.

Scritto da Fabio Massa sulla testa on-line Affaritaliani.it (VEDI)

In questo pezzo non si parla tanto di ideali o di principi, quanto di un volume d’affari che gravita intorno all’ONG Emergency, che vanta svariati milioni di euro all’anno.

Come però recita un antico proverbio latino; sic transit gloria mundi.

Quindi la creatura di Gino Strada, oggi paragonabile ad una remunerativa corazzata della solidarietà pelosa, domani potrebbe essere superata dai nuovi “campioni” del recupero e accoglienza migranti; meno conosciuti da un punto di vista mediatico, ma capaci tuttavia di muovere altrettanti milioni di euro in “aiuti”, “donazioni” e, ovviamente, laute prebende governative o extra-governative. Infatti, tra Governi centrali, ramificazioni istituzionali UE, ONU, Chiese cristiane di ogni ordine a grado, e chi più ne ha ne metta, sono in tanti che sembrano voler ingrossare il fiume di denaro destinato ad Onlus ed ONG.

La lotta intestina ad Emergency è sintomatica di una realtà che più in generale, purtroppo, è cresciuta a dismisura nel corso degli ultimi vent’anni. La così detta “cooperazione internazionale”, che doveva sopperire alle mancanze e alla burocratizzazione delle grandi Istituzioni storicamente di più antica data, come la Croce Rossa ad esempio, hanno finito col diventare un vero  e proprio arcipelago di interessi dalle sfumature più diverse, avente una radice ideologica universalistica e filantropica, ma che nella sostanza punta a gestire denaro e potere.

Francamente non troveremmo nulla di strano se l’entità Emergency deciderà di “uccidere” (in senso metaforico ovviamente) coloro che l’hanno creata, ovvero Gino Strada e la sua famiglia. Infondo il mercato, anche quando si veste di filantropia, ha da sempre le sue regole, i suoi dogmi, e i suoi percorsi, ed il business dell’accoglienza vede ormai in campo sciacalli agguerriti, e non dei micetti di strada.

 

Gabriele Gruppo

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