Uscire dalla trappola dell’interesse sul denaro (seconda parte)

Uscire dalla trappola dell’interesse sul denaro (seconda parte)

Il così detto “costo” del denaro è il vero faro dell’economia globalizzata e finanziarizzata. Attraverso la sua regolazione si controlla la pressione arteriosa dei flussi di capitali (sempre più virtuali ovviamente), che si spostano ai quattro angoli del pianeta, creando e distruggendo ricchezza in base a meri calcoli d’opportunità speculativa.

Attraverso i tassi d’interesse, e alla loro regolazione nel circuito monetario su base dollaro, gli Stati hanno l’illusione di poter accedere con maggiore o minore facilità al mercato del denaro; ovvero investimenti e prestiti, che, al netto di un iniziale beneficio, comunque finiscono per far cedere sempre più grandi porzioni di sovranità economica, riducendo quegli Stati, che inseguono le allucinazioni oppiacee spacciate dalla finanza, a non poter più fare a  meno di questa “droga” da inserire nel proprio processo di sviluppo.

La ricerca di capitali effettuata da nazioni singole o di comunità di nazioni, sia attraverso la messa all’asta del proprio debito Sovrano, sia permettendo l’ingresso massiccio d’investimenti stranieri e/o apolidi, porta tali soggetti all’incapacità di trovare soluzioni di maggior aderenza con le priorità vere della propria realtà specifica.

Se guardiamo all’Europa potremo certo notare quanto tutto l’impianto di sviluppo economico sia dei singoli Stati, sia dell’intera Unione Europea, non poggia su delle vere politiche organiche che contrastino l’indebitamento, le sperequazioni, o abbiano al centro del loro interesse degli interventi miranti ad una nuova filosofia economica. Bensì si rimarca a ciclo continuo la necessità di essere “appetibili” per i mercati, attraverso l’adeguamento delle politiche economiche degli Stati e dell’UE, ai parametri delle agenzie di rating; che dei mercati sono le Norne.

Che cos’è nei fatti il Quantitative Easing (QE) della Banca Centrale Europea, se non una gigantesca operazione d’indebitamento di un continente intero, spacciandola quale politica di “stimolo” positivo al circuito del credito. Un debito contratto dagli Stati dell’area euro, attraverso una moneta, l’euro appunto, priva di un qualsiasi ancoraggio con una realtà pubblica, uno Stato o una nazione, creata da un ente privato, la BCE; ovvero una società per azioni gestita da altri soggetti privati.

Avvaliamoci di una sintesi interessante pubblicata dal sito Finanza in Chiaro (www.finanzainchiaro.it)

 

“Le Banche Centrali Nazionali (BCN) sono le uniche autorizzate alla sottoscrizione ed alla detenzione del capitale sociale della BCE. La sottoscrizione di tale capitale sociale è stata effettuata secondo un criterio di ripartizione proporzionale alla percentuale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea al PIL comunitario ed alla popolazione dell’Unione.

L’ammontare sottoscritto, ed interamente versato, dalle Banche Centrali Nazionali dei Paesi dell’”area dell’euro” è pari a 4.004.183.399,81 di euro, ovvero circa il 70% dei 5.760.652.402,58 costituenti il totale del capitale sociale della BCE.

Le Banche Centrali Nazionali dei quattordici paesi non aderenti all’area dell’euro, le quali non hanno titolo a partecipare alla ripartizione degli utili, né sono tenute al ripianamento delle perdite della BCE, versano una piccola percentuale delle quote di capitale rispettivamente sottoscritte, pari al 7%, come contributo ai costi operativi della BCE connessi alla partecipazione al Sistema europeo di Banche Centrali (SEBC).

Fonte dei dati è il sito ufficiale della BCE. Come si evince dalla tabella la maggioranza relativa delle quote è detenuta dalla Bundesbank, seguita da Banca di Francia, Banca d’Inghilterra (13,9337%) e da Banca d’Italia; le altre Banche Centrali detengono invece, rispetto ai tre principali sottoscrittori, percentuali inferiori delle quote della BCE. Inoltre le BCN degli Stati partecipanti all’area dell’euro hanno dotato la BCE di riserve di cambio per un valore equivalente a circa 40 miliardi di euro. Il contributo di ciascuna BCN è stato fissato proporzionalmente alla partecipazione nel capitale BCE ed è stato versato in oro per il 15%, in dollari statunitensi e yen per il restante 85%.

La Banca Centrale Europea è ufficialmente di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte, quindi dato che le Banche Centrali sono controllate da società private, la stessa BCE è una società privata”.

Quindi il Presidente della BCE, il plumbeo Mario Draghi (che alcuni vedrebbero volentieri ai vertici di Palazzo Chigi), non fa gli interessi di un’unione di nazioni libere, ma di una serie di potentati finanziari, che spacciano alle nazioni dell’UE il “problema” indebitamento come se fosse una “soluzione”, attraverso il Quantitative Easing.

Aver ceduto la sovranità finanziaria e, quindi, l’indipendenza economica, ad entità private e liberiste, ha reso le nazioni aderenti all’UE e ancor di più all’area euro, permeabili alla disintegrazione delle loro prerogative identitarie di sviluppo, in nome di un’omologazione al circuito speculativo globalizzato, che le sta de facto impoverendo, attraverso la continua usura dell’interesse pagato sul denaro/euro comprato, o sull’adesione al circuito bancario europeo, il così detto “Sistema europeo di Banche Centrali” (SEBC).

Ci giunge anche in questo caso a proposito una serie di deduzioni che Gottfried Feder elaborò nel suo Manifesto:

“E’ impossibile ignorare il fatto che la cooperazione internazionale dei grandi potentati monetari rappresenti un fenomeno del tutto nuovo, che nella storia non ha eguali. (…) Soltanto con il sorgere dell’economia mondiale, con il traffico internazionale globale, si affermò il pensiero di un’economia d’interesse internazionale; e qui tocchiamo la radice più profonda, qui abbiamo raggiunto la fonte più intima da cui l’Internazionale dell’oro sugge la sua forza irresistibile. (…) titoli obbligazionari di ogni tipo hanno avvolto tutta la nostra vita economica in siffatta maniera che ora i popoli del mondo si dibattono impotenti nelle reti dorate”.

 

(Segue)

 

 

                                                           

 

 

 

 

 

 

 

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