Dietro le quinte di questa democrazia

Dietro le quinte di questa democrazia

 

vincenzo-de-lucaDe Luca a 300 sindaci: “Fate votare Sì. Renzi manda fiumi di soldi. – ASCOLTA L’AUDIO INTEGRALE DELL’INCONTRO

Molti amici e conoscenti ci chiedono da qualche tempo un commento sull’imminente referendum costituzionale, che sta animando da mesi confronti e dibattiti presso tutti i media, a dire il vero poco seguiti ma decisamente serrati nei toni.

Questo ennesimo scontro tra fazioni elettorali non ci appassiona.

L’unico suggerimento che possiamo dare ai nostri lettori, è quello di farsi una solida opinione su quel che in sé e per sé la politica italiana, ed in generale la democrazia rappresentativa, basandosi magari sul contributo audio che vi abbiamo fornito quale “cappello introduttivo” di quest’articolo.

Ascoltatelo bene, ascoltatelo fino in fondo, perché esso rappresenta il fondamento su cui si fonda l’intero sistema che governa questa nazione; ovvero il drenaggio di denaro per meri scopi clientelari, ad opera di chi ha creato e gestisce, proprio grazie alla democrazia rappresentativa, una rete di connivenze affaristiche, in cui il tanto sacralizzato “voto” non è altro che lo strumento di legittimazione dei tanti De Luca sparsi per tutta l’Italia, non soltanto in Campania o nel Mezzogiorno.

Chi sia Vincenzo De Luca, quale sia la sua storia o le sue motivazioni, non ci interessa nulla. Per noi questo personaggio al limite tra farsa e tragedia è la figura tipica, l’uomo/tipo, prodotto da un sistema distorto, in cui la selezione avviene all’inverso, dove non contano principi, valori, o ideali, ma soltanto quella levantina scaltrezza che in Italia viene esaltata quale virtù, invece d’essere sradicata come una pianta malata.

Il “voto” e il “consenso” sono strumenti di affermazione di un’influenza territoriale che porta ad ottenere maggiori o minori dividendi, a seconda della capacità d’essere più radicato nel circuito clientelare.

Non importa quale sia la cornice entro cui muoversi, che sia un referendum o altro tipo di appuntamento elettorale, l’importante è utilizzare “voto” e “consenso” per fare cassa, per ottenere più denaro da poter distribuire agli amici, e agli amici degli amici, attraverso un fiume carsico che non si vede, che non si deve vedere, ma che c’è, esiste, ed è linfa vitale del sistema.

Quanti De Luca ci sono in Italia?

Secondo noi giù uno è uno di troppo. La sua capacità di resistere ad ogni governo pro tempore, che presume di avere il controllo della nazione, rappresenta da sola motivo di disgusto.

Non importa chi ci sia “a Roma”, non importa il colore politico della compagine governativa, i De Luca restano, i De Luca si nutrono in quella zona grigia, dove classe politica ed affari s’intrecciano all’ombra della Costituzione e delle grandi istituzioni paludate della Repubblica.

Votare “Sì”?

Votare “No”?

Quale importanza avrà, se non quella di legittimare (ancora una volta) l’esistenza stessa e la persistenza al potere, di quell’omo democratico che supera indenne qualsiasi stagione politica, qualsiasi ascesa o caduta del Berlusconi o del Renzi di turno.

Nutrire l’illusione che si possa modificare lo status quo entrando nel sistema, è una bella corsa verso l’annullamento.

Questo sistema ha quale efficace difesa la capacità di inglobare il dissenso, logorandolo in quell’intricato labirinto dove i De Luca giocano di casa, ed attendono gli sciagurati idealisti con il coltello tra i denti, e con le loro fameliche clientele pronte a tutto, pur di mantenere lo status quo.

Non cadete nell’illusione, non giocate al loro gioco, le carte sono truccate, e non esistono arbitri imparziali, ma soltanto il calcolo di denaro ed il controllo dei canali di denaro.

 

Gabriele Gruppo

 

 

                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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