USA: dal Soft power al Soft porn

USA: dal Soft power al Soft porn

Il più grande spettacolo politico/mediatico del mondo moderno, e forse di tutte le epoche precedenti, finalmente è giunto a conclusione.

Ogni quattro anni gran parte del pianeta, quella parte per intenderci che avrebbe altri problemi da affrontare ma che si perde sovente in quisquilie, segue per mesi e mesi il dipanarsi delle elezioni presidenziali statunitensi; dalle primarie, al culmine dello spettacolo con la sfida per antonomasia tra i due contendenti.

Ogni quattro anni assistiamo alle medesime discussioni sul sistema elettorale made in USA. Impariamo che, oltre ai più noti Stati, come California, Florida, ecc., ne esistono altri, tanti altri, e che tutti insieme vanno a comporre questo bidone d’immondizia che la storia, e la negligenza dell’Europa, hanno posto in così grande importanza.

Noi, per quanto ci riguarda, non abbiamo mai amato gli Stati Uniti, né mai apprezzeremo quel che essi rappresentano, quel che sono, o che vorrebbero ancora essere.

Disprezzare i principi e i valori degli Stati Uniti è per noi cosa naturale, odiarne la presupposta “civiltà” anche.

Quindi, non siamo tra coloro che vedono nel risultato delle presidenziali di questa tornata elettorale USA, nulla che sia in così grande discontinuità con quel che per noi sono, e che resteranno, gli aspetti più nefasti dell’esistenza fin troppo prolungata di questo ingombrante cascame della civiltà europea.

Cosa dovrebbe appassionarci della vittoria del ricco farfallone Donald Trump?

Nulla, per noi infatti l’importante non è il risultato dello spettacolo in sé ma valutare nel medio/lungo termine gli effetti che la nuova Presidenza avrà su temi di nostro interesse.

Ma non ci facciamo certo illusioni; questo nuovo fantoccio, ritenuto da troppi ancora l’uomo più potente del pianeta, non è né una “rivoluzione”, né un qualsivoglia cambio di paradigma, e resterà il simbolo vivente di tutto ciò che è nemico dell’Europa e della sua identità; incarnato negli Stati Uniti, nel suo sistema politico e nel suo modello economico.

L’unica cosa che ci incuriosisce di queste presidenziali, è stata l’analisi concitata su quella che appare essere una vittoria non scontata, sorprendente fino a un certo punto, e che ha spiazzato molti maître à penser e gran parte dell’intellighenzia. In Italia abbiamo intere testate giornalistiche e consorterie intellettualoidi listate a lutto.

Ci si è soffermati molto sul motivo del trionfo di Donald Trump. Tuttavia non è stato compreso nella sua enormità il motivo della sconfitta di colei che doveva vincere, come si suol dire, “a mani basse”.

Perché ha perso Hillary Clinton?

In pochi se lo sono realmente chiesto, e l’analisi della sua batosta elettorale s’è fermata alla superfice.

Per anni e anni abbiamo sentito cantare e declamare la Presidenza Obama (da noi disprezzata senza remore fin dai suoi esordi). Gli Stati Uniti sotto questo Kennedy nero erano descritti universalmente come in ripresa su tutti i fronti, dopo la grande crisi dell’economia globale.

La domanda quindi sorge spontanea: se Barack Obama è stato questo statista senza pari, e se sotto la sua egida il colosso a stelle e strisce è tornato a ruggire, allora perché Hillary Clinton, la sua degna prosecuzione, ha mancato clamorosamente l’appuntamento con una vittoria iridata?

Semplice, dietro alla cartapesta di una certa narrazione agiografica, si celava ben altro. E noi, nel nostro piccolo, abbiamo provato a farne il riassunto dei tratti più disastrosamente salienti (VEDI). Dopo due mandati il geniale (e vistosamente glamour) Barack Obama ha portato gli Stati Uniti ad essere un nano in politica estera, ed una sorta grande agenzia di lavoro interinale, in cui il divario sociale è a tutti gli effetti l’unica eredità che lascia. Un divario grande, talmente grande, da aver proiettato alla Casa Bianca il più improbabile tra i candidati degli ultimi decenni.

Prepariamoci all’archiviazione del soft power, e all’avvento di una sorta di B-movie pecoreccio.

 

Gabriele Gruppo

 

 

                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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