Appunti di Settembre: “la casa delle bambole”

Appunti di Settembre: “la casa delle bambole”

Qualche settimana fa, abbiamo avuto il piacere di parlare di “Europa” durante il raduno quinquennale di “Ritorno a Camelot” (VEDI). Sul finire del nostro intervento ci siamo divertiti a fare un paragone stridente tra coloro che, nel pieno della II Guerra Mondiale, sognavano e progettavano un’Europa alternativa ed identitaria, opposta tanto al liberismo anglo-sassone, quanto al comunismo sovietico, e quelli che oggi dovrebbero essere i sedicenti governanti della casa comune europea; liberale e democratica.

Non più tardi di un mese fa, infatti, presso l’insipida cornice di Ventotene, abbiamo assistito al quadretto stucchevole proposto dal Cancelliere tedesco Merkel, dal Presidente francese Hollande, e dal nostro (si fa per dire) Presidente del Consiglio Renzi.

Quanta mediocrità!

Questi tre personaggi, che si arrogano il ruolo di condottieri d’Europa, non sono altro che tre buffoni di corte, che non saprebbero nemmeno costruire un castello di carte. Buffoni che, oltretutto, non fanno nemmeno ridere, bensì rattristano il cuore di chi, come noi, rimpiange quegli uomini, quelli sì veri, pensanti e combattenti, che nel mezzo di una delle pagine più dure della nostra storia trovavano l’ardire di voler già guardare oltre la guerra, per un’Europa nuova, una guerra che stavano combattendo, e che li vedeva fianco a fianco con altri fratelli europei, accomunati da un sentire che andava oltre quelle inutili tematiche che, invece, oggi sembrano essere così importanti.

Chi immaginava un’Europa identitaria e realmente socialista non era, come le tre bambole di Ventotene, preoccupato dal politicamente corretto, dalle sentenze dei mercati speculativi, o condizionato nelle proprie idee da calcoli di piccolo cabotaggio elettorale.

Com’erano diversi quegli uomini!

Con le loro divise d’orgoglio e di lotta, lontani e superiori a questi tre borghesucci privi di spina dorsale, privi di spirito vitale.

Guardare l’espressione di Renzi, Hollande, e del Cancelliere Merkel è come guardare un pesce bollito; non c’è spinta d’ideali in loro, non c’è forza vitale, solamente la consapevolezza di essere gli amministratori pro tempore di una casa tanto carica di storia, quanto marcia nelle sue fondamenta.

Se a Ventotene, al posto dei tre pupazzi, ci fossero stati De Gaulle, Adenauer e De Gasperi, almeno avremmo avuto di fronte delle idee che camminavano su gambe umane. Idee che, per quanto in antitesi con i nostri ideali, potevano avere il pregio d’essere mosse da una visione del mondo precisa, cui contrappore la nostra visione del mondo ed i nostri ideali.

Ma a delle bambole cosa puoi contrapporre?

Per quanto ci riguarda soltanto un profondo e radicale disprezzo, derivato da ciò che vediamo e da ciò che rappresenta questa casa di bambole che in troppi si ostinano a chiamare “Unione”.

In un articolo apparso sul “Manifesto” dal titolo “I neonazisti di re Artù”, riguardo alla nostra partecipazione all’evento “Ritorno a Camelot” così scrive il pennivendolo di turno:

“…Secondo lui il nazionalsocialismo fece della Germania un’isola felice di prosperità sociale ed economica”.

Sottoscriviamo e confermiamo questa felice sintesi, di cui ci siamo fatti da sempre portatori e che mai abbiamo negato, in quanto fondata su ciò che si può trovare nei testi di Thule-Italia, e che nessuno ha finora avuto il coraggio di contestare.

Preferiamo quindi immaginare un’Europa d’identità nazionali coese e di lotta al materialismo, di qualsiasi forma esso sia, invece di entrare, come tanti purtroppo fanno, nella casa delle bambole, che ormai sembra più un sepolcreto dorato della nostra civiltà e della nostra Kultur.

 

Gabriele Gruppo

 

 

                                                           

 

 

 

 

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