Attenzione al coniglio di pezza

Attenzione al coniglio di pezza

Poniamoci una domanda:

Come può essere che una rissa per motivi al quanto futili, anche al netto delle sue tragiche conseguenze, possa catalizzare per giorni e giorni l’attenzione dei medi nazionali?

Secondo il nostro modesto parere c’è qualche cosa che non torna, non tanto nella vicenda in sé, quanto per il corollario che ne è conseguito.

Per spiegarci meglio, utilizzeremo una metafora che già in passato abbiamo ritenuto valida per far comprendere certe dinamiche dell’informazione di regime.

In un cinodromo dei levrieri vengono incentivati alla corsa, facendogli credere d’inseguire un coniglio che, in realtà, è soltanto un simulacro di pezza, la cui funzione non è altra se non quella di far concentrare i levrieri nella corsa, inducendoli a seguire il percorso tracciato. I cani corrono, ma non raggiungeranno mai il coniglio di pezza motorizzato, in quanto esso sarà sempre più veloce di loro.

Ecco, la vicenda di Fermo, su cui noi non spenderemo che un’attenzione funzionale al nostro ragionamento, è come un coniglio di pezza che i media, interessati più alla disinformazione che all’informazione, fanno correre davanti al popolo italiano, di modo che esso non si renda conto di ben altre verità, ed argomenti di ben più grave portata.

Facciamo un passo per così dire “a latere”.

Da diverse settimane il sistema di potere che governa l’Italia, sta cercando di trovare il modo giusto per tranquillizzare l’opinione pubblica nazionale sulla situazione di criticità del nostro articolato (ed opaco) circuito bancario; argomento di cui noi abbiamo dato ampio risalto. “Minimizzare” e “disinformare” sono i due verbi che guidano le direttive che, dalle centrali di potere, giungono ai media principali, i quali, con una solerzia da veri pusher, cercano di spacciare come prioritaria ogni sorta di notizia che possa sviare l’attenzione su quel che di poco chiaro, ma molto più importante, sta accadendo in altri ambiti.

Ambiti che travalicano anche i patri confini, ma che ci dovrebbero interessare più che una scazzottata alla stazione di Fermo, e che coinvolgono argomenti come il Trattato Transatlantico, il rischio crisi che imperversa nuovamente sull’economia globalizzata, ecc.

Argomenti difficili ma FONDAMENTALI, che debbono essere prioritari.

Chi comanda la nostra nazione sa benissimo che l’italiano, principalmente, abbevera la sua sete di notizie da organi generalisti; televisioni, e media mainstream, che attualmente sono allineati alle direttive governative. E che soltanto una ristretta minoranza consapevole, poco rappresentativa, preferisce scavare in profondità, rivolgendosi a strumenti d’informazione mirati.

Una rissa dai fatali risvolti che coinvolge un italiano e uno straniero, meglio se africano, non può che essere per i media di regime un piatto ricco da servire all’italiano facile a distrarsi, e il rischio di cadere nella trappola del talk show permanente, urlato e poco ragionato, è più che mai rilevante anche per chi, su certi temi, ha da sempre cercato di operare una propaganda poggiante su fondamenta solide, e non estemporanee o puramente funzionali al consenso elettorale brevi manu.

Attenzione dunque al coniglio di pezza!

Seguire la sua scia non porta che a diventare funzionali al sistema dominante.

 

Gabriele Gruppo

 

 

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